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Paese che vai, insetto che trovi

luglio 2009
di Piercarlo Salari

Č proprio vero. Ogni Paese, oltre che per conformazione geografica, paesaggio e stile di vita, si caratterizza anche per specie diverse di insetti che, in alcuni casi, possono essere veicolo di gravi malattie per l'uomo. La localizzazione degli insetti in determinate aree geografiche spiega, almeno in parte, il carattere endemico di queste malattie, come per esempio la malaria. Tuttavia, proprio a questo riguardo, e senza pensare di allontanarsi troppo da casa, va sottolineato che gli stessi cambiamenti climatici possono avere conseguenze sulla loro diffusione. Un esempio è rappresentato dal riscontro, nell'agosto 2006 in Corsica, del primo caso di malaria dopo 35 anni di totale assenza di casi. Questa malattia sembra destinata ad aumentare del 16-28% entro la fine del secolo. In assoluto, più a rischio è l'Africa, dove si prevede non soltanto un aumento della diffusione della malaria ma anche un cambiamento delle modalità della sua propagazione. Si stanno tra l'altro osservando una migrazione delle zanzare malariche verso gli altipiani dell'Africa orientale e un vistoso aumento delle zanzare a seguito della deforestazione. All'approssimarsi delle vacanze estive, chi ha programmato di recarsi all'estero deve tenere conto dei rischi infettivi e armarsi degli opportuni presidi per una prevenzione efficace.

LE PRINCIPALI MALATTIE VEICOLATE DA INSETTI

Cecità fluviale
Agente eziologico: Onchocerca volvulus (nematode).
Vettore: Simulium nera (mosca).
Regioni endemiche: Savana, zone fluviali di Africa e America Latina.
Sintomi, decorso e impatto sulla salute: dopo circa un anno, le larve depositate nella cute a seguito della puntura si trasformano in filarie adulte,vermi filiformi e biancastri, che si riproducono a milioni e migrano attraverso il tessuto sottocutaneo raggiungendo gli occhi e danneggiando irrimediabilmente il nervo ottico.

Malaria
Agente eziologico: protozoi del genere Plasmodium.
Vettore: zanzara del genere Anopheles.
Regioni endemiche: P. falciparum è presente nel Sud-Est asiatico, nell'Africa a Sud del Sahara, in Sud America e Oceania ed è causa di oltre metà di tutti i casi mondiali di malaria; P. vivax è diffuso nell'Africa a Nord del Sahara, nell'Asia orientale e in Sud America, mentre P. ovale e P. malariae sono presenti in Africa a Sud-Ovest del Sahara.
Sintomi, decorso e impatto sulla salute: la malaria determina febbre, con puntate cicliche ogni 48 (terzana) o 72 (quartana) ore, anemia da distruzione dei globuli rossi, ridotta ossigenazione dei tessuti, immunodepressione. Ogni parassita si associa a un quadro clinico specifico.
P. falciparum è l'agente della terzana maligna o estivo-autunnale, la forma clinicamente più grave e che può risultare mortale.
P. vivax provoca la terzana benigna e la sua infettività è minore rispetto a quella di P. falciparum.
P. ovale è meno diffuso e produce una terzana più benigna di quella di P. vivax, con un'incubazione media di 16-18 giorni.
P. malariae si associa alla quartana, ha un'incubazione di 18-40 giorni, rappresenta il 5% di tutti i casi di malaria e si manifesta più frequentemente al termine dell'estate. Sono molto frequenti le ricadute dopo l'attacco primario. In alcuni casi insorgono complicanze renali di notevole importanza.

Dengue
Agente eziologico: virus del genere Flavivirus.
Vettore: Aedes aegypti, Aedes albopticus (zanzara tigre).
Regioni endemiche: America centromeridionale e Sud-Est asiatico.
Sintomi, decorso e impatto sulla salute: dà luogo a una febbre, simil influenzale, raramente fatale. I bambini possono presentare una febbre con esantema; quelli più piccoli mostrare un quadro di shock. I ragazzi e gli adulti possono avere una sindrome febbrile lieve-moderata o la classica forma a esordio brusco, invalidante, con febbre elevata, grave cefalea, dolori muscolo-scheletrici, dolore retro-orbitario, esantema purpurico. Dopo la guarigione segue un periodo di intensa astenia psico-fisica. La forma emorragica è, al contrario, potenzialmente letale, complicata da fenomeni emorragici e shock.

Febbre gialla
Agente eziologico: virus amarillico (Flavivirus).
Vettore: Aedes aegypti (zanzara).
Regioni endemiche: Africa (foresta equatoriale e fascia intertropicale da Senegal, Mali, Niger, Sudan ed Etiopia ad Angola, Zambia, Mozambico, Zaire e Tanzania), America Meridionale dove prevale la forma silvestre (Venezuela, Colombia, Guyana, Perù, Bolivia e alcune zone del Brasile quali Amazonas, Goias, Maranhao, Mato Grosso, Parà, Rondonia).
Sintomi, decorso e impatto sulla salute: dopo la puntura della zanzara infetta, e cioè a inoculazione avvenuta, il virus raggiunge le linfoghiandole più vicine e in esse prolifera, per diffondersi successivamente, attraverso il sangue, a milza, fegato, reni, cuore e organi dotati di muscolatura liscia come, ad esempio, l'intestino. L'incubazioneè di 3-6 giorni. Le manifestazioni possono avere gravità variabile. In genere compaiono cefalea, aumento della temperatura corporea e dolori muscolari ma, nei casi più gravi, oltre a una febbre più elevata, si possono associare manifestazioni emorragiche (epistassi e sanguinamento dalle gengive), rallentamento del ritmo cardiaco, sopore, dolori addominali e lombari.

Tifo epidemico o esantematico
Agente eziologico: Rickettsia prowazekii.
Vettore: Pediculus corporis o capitis (pidocchi).
Regioni endemiche: Africa, Sud-Est asiatico, America Latina ed Europa dell'Est.
Sintomi, decorso e impatto sulla salute: dopo il periodo di incubazione, pari a 5-20 giorni, l'esordio è improvviso, con cefalea, dolori articolari, vomito, febbre alta (40 °C) continua remittente; in terza-quarta giornata compare l'esantema a piccole chiazze che, dal tronco, si diffonde agli arti e diviene in breve emorragico; la febbre cade per lisi al 14° giorno, con graduale scomparsa dell'esantema, seguita da desquamazione.

Tripanosomiasi africana (malattia del sonno)
Agente eziologico: protozoi del genere Tryponosoma.
Vettore: mosca tse-tse.
Regioni endemiche: è diffusa a macchia di leopardo tra il 15° parallelo Nord e il 15° parallelo Sud.
Sintomi, decorso e impatto sulla salute: l'incubazione è di 2-3 settimane. Inizialmente la malattia si manifesta con puntate febbrili irregolari (fase febbrile) e anemia, causata da una tossina prodotta dal parassita. Sono caratteristici l'ingrossamento dei linfonodi posti ai lati del collo e la comparsa di chiazze eritematose sul tronco e sugli arti. Nella fase successiva, che ha inizio dopo circa 3 mesi dal contagio, i tripanosomi invadono il sistema nervoso centrale, provocando un'infiammazione delle meningi e la classica "malattia del sonno".

Chikungunya
Agente eziologico: virus della famiglia Togaviridae.
Vettore: Aedes aegypti, Aedes albopticus (zanzara tigre).
Regioni endemiche: Africa, isole dell'Oceano Indiano, Sud-Est asiatico, Filippine e Indonesia.
Sintomi, decorso e impatto sulla salute: nella prima fase (6-10 giorni) comparsa di febbre, cefalea e artralgie. La febbre si risolve dopo 4 giorni. La seconda fase (2-3 giorni) è caratterizzata dalla comparsa di esantema maculopapulare pruriginoso su tutto il corpo e dalla ricomparsa della febbre. Occasionalmente, in questa fase, possono aversi manifestazioni neurologiche (convulsioni). Raramente possono insorgere miocardite e scompenso cardiaco acuto.

Tripanosomiasi americana (malattia di Chagas)
Agente eziologico: Trypanosoma cruzi (protozoo).
Vettore: cimici ematofaghe del genere Triatoma, che pungono di notte e preferenzialmente il viso. Il contagio avviene attraverso le feci di tali insetti, a seguito del grattamento indotto dalla puntura.
Regioni endemiche: America centrale e meridionale, in particolare le zone rurali e la periferia dei grandi centri urbani.
Sintomi, decorso e impatto sulla salute: l'incubazione è di 4-14 giorni ed è seguita dalla fase acuta, che dura per oltre 1 mese ed è caratterizzata dalla comparsa di un nodulo eritematoso ("chagoma") nella sede della penetrazione, dalla quale il parassita si dissemina per via linfatica. Altri elementi della fase acuta, la cui mortalità è intorno al 10%, sono: febbre, aumento di volume dei linfonodi, rash cutanei, miocardite, ingrossamento di fegato e milza, encefalite. La fase cronica ha inizio a distanza di anni dalla penetrazione del protozoo nell'organismo e può comportare aritmie cardiache fino all'arresto cardiaco, aumento di volume del cuore, dilatazione del colon, dell'esofago e dei bronchi per distruzione delle cellule del sistema nervoso autonomo.

Filariasi
Agente eziologico: nematodi della famiglia delle filarie.
Vettore: zanzare.
Regioni endemiche: isole Caraibiche, America Centro-Meridionale, Africa Centro-Settentrionale, Sud-Est asiatico, isole della Piccola Sonda.
Sintomi, decorso e impatto sulla salute: le forme adulte dei parassiti si localizzano nei tessuti e nei vasi linfatici, ostruendoli (elefantiasi). L'infestazione può non dare sintomi oppure provocare aumenti irregolari e incostanti della temperatura corporea, nausea e cefalea. A seguito dell'ostruzione dei vasi linfatici può manifestarsi un aumento di volume degli arti e ascessi o tromboflebiti locali. Alcune filarie interessano prevalentemente arti inferiori e genitali, mentre altre colpiscono la metà superiore del corpo.

Leishmaniosi
Agente eziologico: protozoi del genere Leishmania.
Vettore: ditteri ematofagi (pappataci) appartenenti al genere Phlebotomus (in Europa, Asia e Africa) e Lutzomyia (nelle Americhe).
Regioni endemiche: 88 Paesi nei cinque continenti. Il 90% della forma cutanea è diffusa in Afghanistan, Brasile, Iran, Perù, Arabia Saudita e Siria. Il 90% di quella cutaneo-mucosa si presenta in Bolivia, Brasile e Perù, mentre il 90% dei casi di leishmaniosi viscerale si manifesta principalmente in Bangladesh, Brasile, India, Nepal e Sudan. In Italia sono da sempre colpite le zone costiere del Centro-Sud, la Sardegna e la Liguria.
Sintomi, decorso e impatto sulla salute: le diverse specie di Leishmania (tropica, braziliensis, donovani, infantum) sono responsabili di forme differenti della malattia. Il periodo d'incubazione è piuttosto lungo per tutti i tipi di leishmaniosi e va da uno a qualche mese. Č la femmina del flebotomo che, nel succhiare il sangue dei mammiferi (cani, volpi, scimmie) e dell'uomo, trasmette la malattia dagli animali all'uomo o da uomo a uomo.
La leishmaniosi cutanea è caratterizzata da lesioni ulcerose sulla pelle del viso, delle gambe e delle braccia. Le lesioni iniziano con una macula rossa che poi evolve in nodulo duro, ricoperto di squame e ulcerato al centro, ma non doloroso. La papula guarisce in 1-2 anni ma lascia una cicatrice indelebile.
La forma cutaneo-mucosa è invece più grave della precedente: le ulcere sono estese su tutto il corpo e interessano anche le mucose (bocca, fosse nasali), dove generano granulomi ulcerati. La prognosi è riservata.
Infine, la leishmaniosi viscerale, conosciuta anche col nome di Kala azar, presenta un inizio subdolo, caratterizzato da accessi febbrili irregolari, perdita di peso, turbe gastroenteriche, astenia, ingrandimento del fegato e della milza. Successivamente si sviluppano anemia intensa, piastrinopenia con epistassi, tumefazioni linfoghiandolari e leucopenia spiccata. Se non trattata la mortalità è altissima.

Febbre da pappataci
Agente eziologico: virus trasmesso da artropodi (Arbovirus).
Vettore: Phlebotomus Pappatacii (pappatacio).
Regioni endemiche: coste del Mediterraneo e Asia (periodo estivo).
Sintomi, decorso e impatto sulla salute: malattia infettiva caratterizzata da un violento attacco febbrile della durata di tre giorni; coesistono rallentamento del polso, cefalea, rigidità dorsale, disturbi intestinali e, incostantemente, eritema scarlattiniforme. La febbre da pappataci, la cui prognosi è buona, può eccezionalmente recidivare.

I RIMEDI DOPOPUNTURA
Spesso all'irritazione procurata dalla zanzara si somma quella causata dal grattamento. Sono tre le strategie di intervento quando la puntura è ormai avvenuta:
• il ricorso a farmaci per via topica o sistemica;
• l'applicazione di preparati naturali ad azione emolliente e lenitiva;
• l'utilizzo di dispositivi che erogano impulsi elettrici.
Per quanto riguarda i farmaci, le classi di comune impiego comprendono gli antistaminici (per via orale) e i cortisonici (per esempio idrocortisone e mometasone furoato). La crotonil-N-etil-o-toluidina (crotamitone) è un altro principio attivo efficace nei confronti di diverse forme di prurito, come pure in caso di infestazione della pelle da acari della scabbia, e possiede attività batteriostatica nei confronti di streptococchi e stafilococchi.
I rimedi naturali si avvalgono di estratti di malva e calendula, oltre che di olio essenziale di eucalipto o timo. Altri due principi interessanti sono il cajeput, antisettico diffuso in Estremo Oriente e in Australia, che deriva da un albero sempreverde scoperto secoli fa, e la tintura di arnica, da utilizzare diluita con acqua e caratterizzata da un'azione decongestionante.
I dispositivi, infine, utilizzano impulsi elettrici ad alto voltaggio e basso amperaggio, inducendo un'azione diretta sulla struttura chimica delle sostanze irritanti inoculate e, al tempo stesso, inibendo il rilascio di istamina e di altri mediatori infiammatori.


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