

di Rosanna Feroldi
Fonte: GdF 11, 2009
Sopravvivere a un'altra sera d'estate, in casa, in giardino, in campeggio. A un'escursione in un parco naturale oppure a un pic nic in campagna. Possibilmente senza pruriti e lesioni. Simone Bertini, docente di Farmacologia e Tossicologia veterinaria dell'Università degli studi di Parma spiega quali prodotti scegliere e quali strategie adottare per evitare di essere punti e allontanare zanzare e altri insetti dagli ambienti domestici.
Perchè le zanzare pungono? Quali sono i fattori che le stimolano a farlo?
Innanzitutto, va precisato che a pungere sono soltanto le zanzare femmina, per assorbire il sangue necessario a "termostatare" le uova. Di solito, della puntura ci si accorge con alcuni secondi di ritardo perchè, mentre assorbe il sangue, la zanzara inietta sostanze ad azione anticoagulante, vasodilatatrice e anestetica che rendono l'operazione più agevole e ci rendono parzialmente insensibili.
Gli stimoli che aiutano le zanzare a individuare i propri bersagli sono di tipo termico, tattile e visivo. Rispetto alla temperatura corporea, sono meno fortunate le persone con metabolismo più attivo o massa maggiore poichè, emettendo maggiori quantità di calore, tendono a essere punte di più. Sul fronte della vista, invece, le zanzare sembrano essere attirate dai colori scuri, quindi meglio preferire abiti chiari, oltre che adeguatamente coprenti.
Un ulteriore meccanismo sensoriale chiave è legato alla presenza, sulle antenne, di chemiorecettori che consentono all'insetto di percepire specifici composti diffusi dall'organismo umano nell'ambiente. È grazie a essi che le zanzare riescono a intercettare l'obiettivo anche di notte o in luoghi completamente bui. Tra le sostanze chimiche che le attirano maggiormente c'è l'anidride carbonica emessa con la respirazione e la traspirazione cutanea. Ma anche l'odore corporeo naturale, in particolare quello del sudore e delle secrezioni sebacee, hanno un effetto attraente.
Naturalmente, poi, ci sono i profumi applicati dall'esterno, soprattutto quelli floreali e dolciastri, che attirano anche api e vespe. Un consiglio per evitare troppi fastidi, dunque, è non utilizzare questi prodotti in estate e optare per formulazioni inodore anche quando si scelgono deodoranti, dopobarba, detergenti per il corpo, shampoo e lacche.
Come agiscono i repellenti contro gli insetti da applicare sulla cute?
Il repellente più efficace tra quelli attualmente disponibili è la dietiltoluamide, una molecola in uso da oltre mezzo secolo, ma a tutt'oggi insuperata non soltanto contro le zanzare, ma anche contro tafani, muscidi e zecche. È una sostanza incolore, inodore e dall'aspetto leggermente oleoso, che va applicata su cute e vestiti. È disponibile in diverse formulazioni e in concentrazioni molto variabili. Di questa variabilità bisogna tenere conto ai fini della sicurezza perchè, se le concentrazioni inferiori (7-10%) sono molto ben tollerate e innocue anche nei bambini (benchè sempre da evitare prima dei due anni), quelle superiori (fino al 33,5% per prodotti reperibili in Italia, anche oltre il 50% per quelli venduti all'estero) possono creare problemi di tossicità.
Il consiglio è preferire sempre i preparati più blandi, ripetendo magari l'applicazione un po' più spesso, perchè la diversa concentrazione di principio attivo non influenza la potenza dell'attività repellente, ma soltanto la sua durata.
Uniche precauzioni necessarie durante l'impiego sono quelle di non distribuire il repellente con dietiltoluamide sulle labbra, vicino agli occhi o sulle mucose, nè sulla pelle con ustioni o eritemi solari. In proposito, un ulteriore aspetto da considerare è che la dietiltoluamide riduce l'efficacia dei filtri solari. Se la si applica di giorno, dunque, meglio optare per formulazioni opportunamente "corrette" su questo fronte o prevedere una fotoprotezione più consistente.
Rispetto a possibili sensibilizzazioni cutanee, invece, si può stare tranquilli: fenomeni di ipersensibilità con infiammazione, irritazione ed edema si sono verificati in modo del tutto sporadico e, di solito, in associazione a un uso improprio.
Ultima avvertenza: la dietiltoluamide è un solvente. Meglio evitare, quindi, il contatto con oggetti in plastica che potrebbero venirne danneggiati.
Altre opzioni?
Dei molti tentativi di sviluppare repellenti chimici innocui ed efficaci, pochi sono andati a buon fine. Tra i composti che hanno dimostrato una certa utilità si può citare la picaridina, adatta anche contro la zanzara tigre.
Un'altra opzione documentata in letteratura e presente sul mercato statunitense è il paramatandiolo, ma la sua efficacia è decisamente scarsa.
Anche nell'ambito dei repellenti di origine vegetale si è avuta poca fortuna: estratti e oli essenziali di citronella, cedro, rosmarino, timo, lavanda, menta, aglio e pino, testati negli anni, potrebbero essere di per sè in grado di allontanare gli insetti, ma la durata della loro azione è così breve (in media 15-20 minuti, fino a rare punte di 40) da renderli sostanzialmente inutilizzabili. Alcuni decantano maggiori virtù antizanzara per una sostanza nota come olio di Neem, ma senza fornire prove convincenti. Quel che è certo, invece, è che i diffusori a ultrasuoni sono del tutto inutili.
Per eliminare le zanzare dagli ambienti?
Per gli usi ambientali si passa agli insetticidi e, in particolare, a piretroidi(permetrina, tetrametrina e deltametrina),caratterizzati da un'azioneneurotossica sulle zanzare, ma innocui per l'uomo alle concentrazioni d'uso e sicuri, in quanto rapidamente inattivati dalla luce. Possono essere impiegati sia in casa sia all'aperto, bruciando le classiche spirali o utilizzando dispositivi a tavoletta ed elettroemanatori. In ogni caso, l'efficacia è molto buona.
L'unica accortezza necessaria negli ultimi due casi, se si intende portarli in viaggio in un Paese extraeuropeo, è verificare preventivamente il tipo di prese e il voltaggio utilizzati nel luogo di destinazione.
Sul fronte della sicurezza, i piretroidi non presentano problemi: basta evitare di permanere nella stanza chiusa durante la diffusione e aerarla prima di dormire, soprattutto se ci sono bambini.
Non devono, però, essere utilizzati in presenza di neonati e soggetti sensibili, come gli asmatici. Altre ovvie precauzioni: non toccare tavolette e spirali con le mani, non avvicinarle a bocca e occhi, nè ai cibi.
Il discorso cambia se i piretroidi vengono distribuiti in quantità più consistenti nelle aree verdi circostanti l'abitazione o nei parchi: in questo caso, meglio evitare di entrare in contatto con l'erba e le piante contaminate e assicurarsi che i bambini non vi giochino. Una particolare cautela va, inoltre, prestata se si hanno animali domestici, in particolare gatti, più sensibili agli effetti lesivi dei piretroidi.
Una lotta biologica è possibile?
In casa, due mezzi "non chimici" efficaci sono il condizionatore e il ventilatore: il primo riduce la propensione delle zanzare a pungere abbassando la temperatura ambientale;il secondo le disorienta muovendo l'aria.
Un altro accorgimento per non attirarle inutilmente riguarda l'eliminazione di rifiuti umidi e depositi di acqua stagnante, anche minimi, dai sottovasi, dal lavello, dagli spazi degli infissi dopo un acquazzone e così via.
Una lotta biologica vera e propria è stata tentata in vari modi, ma con esiti limitati e, talvolta, discutibili, per esempio utilizzando predatori naturali come pipistrelli e libellule oppure pesci rossi che si nutrono delle larve deposte nell'acqua.
Per intervenire al meglio in caso di puntura d'insetto
A qualcuno creano un disagio di pochi minuti. Ma per altri, soprattutto per chi ha una cute molto sensibile e per i bambini, le punture di zanzare "innocue" possono rappresentare un vero problema. «È nell'esperienza comune vedere bambini e, talvolta, anche adulti coperti di pomfi vistosi, fortemente arrossati e in rilievo, all'inizio molto pruriginosi, poi quasi dolenti» spiega Simone Bertini. «Per attenuare manifestazioni e fastidio può essere utile applicare sulla lesione una piccola quantità di corticosteroide topico. In alternativa si può proporre una pomata a base di camomilla o di calendula che contribuisce a decongestionare la zona arrossata. Le preparazioni antistaminiche, che possono indurre fotosensibilizzazione, dovrebbero invece essere usate con un po' più di cautela, soprattutto nei bambini. Se l'infiammazione è significativa o lo sfregamento ripetuto ha portato a un inizio di infezione, però, meglio interpellare il medico».
Altre punture all'ordine del giorno in estate, soprattutto in contesti naturali, sono quelle di api, vespe e calabroni. Come comportarsi in questi casi? «Una differenza fondamentale tra api e vespe è che le prime, in genere, pungono una sola volta, lasciando conficcato il pungiglione, mentre le seconde possono trattenerlo ed effettuare punture ripetute» riprende lo specialista. «Comunque sia, la puntura è dolorosa e può determinare una reazione più o meno grave, con flogosi ed edema, in funzione della quantità di veleno iniettato e della sensibilità del soggetto colpito. Se presente, il pungiglione va sempre estratto, con cautela e senza schiacciarne l'estremità con la sacca velenigena (quindi, vietato usare le pinzette). Il metodo corretto consiste nel far passare, lentamente, a ritroso sulla cute, il dorso di una lama fino a "scalzarlo". In caso di insuccesso, inutile insistere: meglio andare dal medico o in Pronto Soccorso. Per attenuare le manifestazioni sono utili il freddo (acqua corrente o ghiaccio) e i cortisonici topici. Da evitare, invece, i massaggi che diffondono maggiormente il veleno».
Per finire le zecche. «Il morso della zecca non va mai trascurato, specie per le malattie che questo artropode può trasmettere all'uomo, come la borreliosi di Lyme» sottolinea Bertini. «Fortunatamente, la trasmissione dei patogeni è graduale e lascia il tempo di asportare la zecca in modo adeguato (24-48 ore). In questo caso, le pinzette sono lo strumento ideale e vanno posizionate il più possibile vicino alla cute. Dopo aver saldamente afferrato l'animaletto, si deve tirare delicatamente, con una piccola rotazione, ma senza oscillazioni nè scatti bruschi che potrebbero uccidere la zecca, lasciando la testa incastrata.Rimedi artigianali come l'applicazione di smalto per unghie, alcol, petrolio, che nelle intenzioni "dovrebbero" impedire alla zecca di respirare, in realtà sono controproducenti perchè la inducono a liberare maggiori quantità di veleno. Per prevenire il morso, invece, va ricordato di non sedersi nell'erba, di indossare pantaloni lunghi e chiusi dentro lo scarponcino quando si fanno escursioni, di usare repellenti a base di dietiltoluamide e di preferire abiti chiari, sui quali la zecca risalta.
Dopo ogni passeggiata, inoltre, è importante ispezionare tutta la superficie cutanea alla ricerca di eventuali ospiti indesiderati».