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Integratori: come, quando, perchè

di Rosanna Feroldi
Fonte: GdF 12, 2009

Intervista ad Andrea Poli, direttore scientifico della Nutrition Foundation of Italy (NFI)

Gli integratori alimentari servono davvero? Perchè, a chi e in quali circostanze?
Per quanto molti siano convinti che un'alimentazione variata sia in grado di fornire tutti i macro e micronutrienti indispensabili per la piena efficienza metabolica, oggi questo non è sempre del tuttovero, per diverse ragioni. La prima è che il considerevole cambiamento nelle abitudini alimentari e nello stile di vita avvenuti nell'ultimo secolo hanno "desincronizzato" il processo di adattamento evolutivo intrinseco tra funzioni biologiche dell'uomo e apporto alimentare. E ciò, se da un lato ha portato alla diffusione di condizioni di sovrappeso e obesità, dall'altro, ha facilitato, nonostante una dieta spesso eccessivamente ricca dal punto di vista calorico, l'instaurarsi di squilibri a carico di singole sostanze. Un secondo fattore critico riguarda l'età media elevata che le migliorate condizioni generali di vita hanno consentito di raggiungere, ma alla quale l'organismo umano non è preparato.
Per sostenere l'efficienza metabolica in età avanzata e contribuire a contrastare l'insorgenza di patologie degenerative, anche una dieta relativamente ben strutturata può non essere sufficiente. E il ricorso a integrazioni mirate diventa a maggior ragione necessario quando, come accade spesso agli anziani, le possibilità di nutrirsi in modo ottimale sono ridotte dalla tendenziale inappetenza o dal sopraggiungere di patologie. Ma anche il bambino e l'adulto sano possono aver bisogno di micronutrienti extra, sia per far fronte a ritmi di studio, lavoro e svago diventati ormai molto intensi in ogni fase della vita sia per far fronte allo stress che si genera quando si cambiano i ritmi di vita, come ad esempio al rientro dalle vacanze (gli inglesi parlano di "holiday blues", cioè di sindrome da rientro). In definitiva, quindi, il ricorso a integratori più o meno specifici può essere suggerito sostanzialmente a chiunque e a ogni età. A queste considerazioni si aggiungono, poi, le indicazioni classiche quali diete scorrette o restrittive, per necessità (allergie, intolleranze) o volontà (vegetarianismo, vegan), e condizioni patologiche specifiche, acute o croniche.

Quali prodotti, in particolare, possono essere utili per sostenere o recuperare l'equilibrio psicofisico?
Nel caso del soggetto anziano, per contrastare il declino psicofisico, che quasi inevitabilmente si verifica nelle ultime 2-3 decadi di vita, ci si dovrebbe indirizzare prevalentemente verso antiossidanti, acidi grassi essenziali (in particolare omega-3) e, forse, folati. Rispetto ai primi, benchè il complesso degli studi condotti finora non abbia dimostrato una chiara capacità dei singoli principi (vitamina C, vitamina E, betacarotene ecc.) di ridurre il rischio generale di andare incontro a malattie cardiovascolari e/o degenerative, resta valido il concetto che il mix di vitamine, flavonoidi e polifenoli antiossidanti, presenti in molti vegetali "colorati", può contribuire a contrastare l'aumentata produzione di radicali liberi, con un impattocomplessivamente positivo, anche grazie alle sinergie che probabilmente si sviluppano tra i vari componenti del mix. Il modo più ragionevole per sostenere l'efficienza metabolica, non soltanto in età avanzata, sarebbe quindi quello di scegliere integratori che contengano quantità calibrate di tutti i micronutrienti potenzialmente utili. Rispetto alla tipologia, si dovrebbero preferire in questo caso preparati di derivazione naturale, vale a dire estratti vegetali (mirtillo, vite rossa, Ginkgo biloba ecc.), per i quali esistono le maggiori evidenze di efficacia clinica in svariate condizioni parafisiologiche e patologiche e dove i diversi principi attivi sono combinati in modo originale e difficilmente riproducibile.
Indicazioni più definite si hanno a favore degli omega-3, in particolare per l'acido docosaesaenoico (DHA), in grado sia di favorire la funzionalità neuronale sia di proteggere l'apparato cardiovascolare, contribuendo alla prevenzione di patologie croniche ed eventi acuti, come l'infarto. Sempre sul fronte delle prestazioni intellettuali e cognitive, sembra utile la supplementazione combinata di folati, vitamina B6 e B12, dal momento che i soggetti con elevati livelli ematici di omocisteina, notoriamente contrastati da queste vitamine, tendono ad andare incontro a un declino cognitivo più accentuato. Sostanzialmente nullo, invece, l'impatto di questi composti e della conseguente riduzione dell'omocisteina sul rischio cardiovascolare.

E per supportare la crescita del bambino e lo sviluppo puberale?
Nei primi anni di vita, per promuovere una crescita ottimale e favorire l'instaurarsi di un buon rapporto del bambino con il cibo, i genitori dovrebbero puntare soprattutto su una dieta sana, variata e regolare, basata su alimenti freschi e poco elaborati. In genere questo approccio rende non necessario l'uso di integratori vitaminici o minerali. L'aggiunta di complessi multivitaminici o di singoli micronutrienti può essere proposta, continuativamente o ciclicamente, in presenza di allergie o intolleranze specifiche oppure problemi di accettazione soggettiva di determinati cibi che impediscano al bambino di assicurarsi un apporto alimentare sufficiente o, ancora, in occasione di malattie che alterino temporaneamente l'assorbimento intestinale, di per sè o in conseguenza delle terapie necessarie per contrastarle. Va però precisato, per esempio, che il bambino celiaco, in genere, non ha bisogno di ricorrere a integratori se la dieta priva di glutine è ben strutturata.
Può essere invece opportuno fornire a tutti i bambini, anche attraverso supplementazioni, gli acidi grassi essenziali omega-3, mentre con il sopraggiungere della pubertà e l'inizio del ciclo mestruale diventa importante per molte adolescenti l'integrazione di ferro, soprattutto quando, come spesso avviene, la dieta è povera di carne. Dati recenti, relativi alla Gran Bretagna, segnalano situazioni di carenza di ferro nel 25-30% delle ragazze. Aggiunte sicuramente non dannose, ma in molti casi non indispensabili, sono invece le vitamine dopo una terapia antibiotica di pochi giorni: se il bambino è sano il trattamento non incide significativamente sul suo stato fisico generale.

Il ragazzo e l'adulto che praticano sport possono avere un effettivo bisogno di integrazioni dietetiche?Parlare di integratori in ambito sportivo è sempre una questione abbastanza delicata perchè il confine tra sostegno metabolico lecito e doping è, nella più favorevole delle ipotesi, sfumato e la tendenza dei ragazzi (e dei loro genitori) a ricorrere alle sostanze più fantasiose nel tentativo di migliorare con poco sforzo le prestazioni agonistiche è spesso molto spiccata.
Un adolescente o un adulto sano che praticano attività fisica amatoriale in modo più o meno occasionale non hanno un reale bisogno di ricorrere a supporti nutrizionali specifici. Barrette energetiche a base di carboidrati a immediata assimilazione, proteine e sali minerali, possono aiutare a mantenere il ritmo d'esercizio durante attività intense e prolungate (un lungo percorso in bici, un'arrampicata di diverse ore ecc.) mentre integratori salini possono facilitare il ripristino dell'equilibrio idroelettrolitico temporaneamente destabilizzato da una marcata sudorazione. Entrambe le strategie sono consigliabili e globalmente favorevoli, ma non strettamente necessarie.
Integrazioni più specifiche per migliorare l'efficienza del lavoro muscolare sono quelle con creatina, ai dosaggi ammessi dalla legge (3 g/die), o con la più blanda L-carnitina, che promuove il metabolismo mitocondriale degli acidi grassi.

Come vanno assunti gli integratori per ottenerne i massimi benefici?
Dipende, innanzitutto, dallo scopo per cui si inizia l'assunzione. Intuitivamente, dovendo sostenere costantemente la funzionalità metabolica, le integrazioni finalizzate alla prevenzione di patologie degenerative associate all'invecchiamento dovrebbero continuare per lunghi periodi, a partire dall'età adulta o almeno dai 50 anni.
Inutile, però, iniziare se si sa già in partenza di non essere in grado di mantenerle in modo duraturo. Ciò vale soprattutto per tutte le sostanze con breve azione fisiologica, come complessi antiossidanti, estratti naturali e folati. Se, viceversa, l'obiettivo è ripristinare le scorte organiche di composti che possono essere accumulati, si possono prevedere anche assunzioni cicliche, che vanno comunque ripetute regolarmente per anni. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, non esistono indicatori biologici in grado di dirci quando la quantità assunta di un nutriente sia sufficiente, e quindi non è in genere possibile pianificarne l'integrazione in modo razionale.
Quando si tratta di compensare uno squilibrio nutrizionale specifico e documentabile, i tempi della supplementazione dovrebbero sovrapporsi a quelli dello squilibrio da correggere: quando la dieta cambia o l'aumentata richiesta dell'organismo viene meno, l'integratore può essere abbandonato.
È il caso del ferro nelle adolescenti, se crescendo iniziano a mangiare regolarmente carne e non hanno mestruazioni abbondanti, o dell'acido folico in gravidanza, importante per lo sviluppo neurale del bambino, ma non necessario a elevati dosaggi per la mamma al termine del periodo di allattamento.

Quali risultati ci si deve attendere dal loro impiego?
Ben pochi quelli direttamente percepibili. Nel senso che non esistono parametriquantitativi e qualitativi oggettivi che permettano di valutare gli effetti più o meno favorevoli di una determinata integrazione, nè quando è assunta a scopo preventivo nè quando è intrapresa per compensare uno squilibrio estemporaneo. Nel primo caso, ci si deve affidare alle indicazioni di utilità più o meno definite fornite dalla letteratura perchè i fenomeni degenerativi che si vogliono contrastare sono estremamente lenti e non evidenziabili sul piano individuale, ma soltanto osservabili a livello di popolazione. Nel secondo, invece, conviene basarsi sull'esperienza soggettiva di maggior benessere associato all'assunzione di un certo prodotto.

Quali sono i principali errori da evitare durante l'assunzione?
Se si rispettano modalità e dosaggi suggeriti dal produttore e regolamentati dalla legge sulla base delle evidenze cliniche, l'uso di integratori non comporta problemi all'individuo sano. Il discorso cambia in presenza di patologie e se sono in corso terapie farmacologiche, soprattutto nell'anziano, perchè alcuni composti possono agire in modo sfavorevole su parametri fisiologici già compromessi oppure interagire con determinate molecole, alterandone l'assorbimento o l'azione.
Questo è vero, in particolare, per gli estratti vegetali. Quelli a base di Ginkgo biloba, per esempio, non vanno assunti da soggetti con difetti della coagulazione o in trattamento antiaggregante. Per evitare inconvenienti, il suggerimento è prestare sempre molta attenzione a quanto riportato sulle confezioni edemandare al medico la valutazione dell'adeguatezza e dell'utilità di uno specifico composto o complesso in tutti i casi di incertezza.

Come orientarsi nell'ampia offerta del mercato e scegliere prodotti affidabili e di buona qualità?
Che si tratti di evitare preparati potenzialmente dannosi a causa di impurezze o inutili in ragione delle concentrazioni troppo blande, il consiglio migliore è fare riferimento a prodotti di aziende note, che possono offrire le maggiori garanzie di qualità e assicurare il rispetto di processi produttivi standardizzati e monitorati.


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